effetto yo-yo

L’effetto YO-YO

L’effetto YO-YO: ha implicazioni sia alimentari che psicologiche 

 

Nella pagina iniziale del mio Blog BioNutriForm ho scelto una frase che ha una grande importanza:

Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte.”

Molto spesso il cibo viene associato a degli eventi sociali; la cena di compleanno, il sabato sera con amici, il festeggiamento di una ricorrenza e molto altro. Quando ci troviamo in queste situazioni ci si sente appagati e soddisfatti e il benessere che ci dà il cibo è innegabile. In molti casi invece cerchiamo di resistere alle tentazioni, diventiamo “sportivi” dalla sera alla mattina, rinunciamo alle uscite sociali e….alla fine i chili di troppo non se ne vanno! Questo ci porta ad uno sconforto nelle nostre capacità e si comincia a pensare che tutta quella fatica non è servita a nulla.

Quello di cui stiamo parlando viene chiamato “effetto yo-yo” ed  è quello che capita a molte persone dopo aver fatto un lungo percorso di “diete restrittive”, quindi limitando alimenti sia nella quantità che nella qualità.

Quali sono le cause? Possiamo suddividerle in due categorie: Biologiche/Nutrizionali e Psicologiche.

Le cause Biologiche/Nutrizionali

Quasi il 90% delle persone che si sottopongono a diete drastiche riacquista il proprio peso entro 12 mesi dalla fine del percorso, inoltre, in alcuni casi, si riprende anche qualche chilo in più rispetto a quelli di partenza. Questo problema è spesso presente quando le diete sono molto ipocaloriche e sbilanciate nella composizione dei nutrienti, come ad esempio molte diete “fai-da-te” o di “tendenza” dove si eliminano quasi completamente i carboidrati a discapito di una grande quantità di proteine (I carboidrati non sempre sono i cattivi!!!)

La rapida perdita di peso comporta la perdita delle proteine della massa muscolare e di acqua presente nel muscolo, ma non della massa grassa. Per questo motivo, una volta tornati alle solite abitudini alimentari si tende inesorabilmente a recuperare il peso sotto forma di grasso.

Il problema non è solo il recupero del peso che, diciamoci la verità è la cosa che preoccupa maggiormente, è quello che le persone notano a livello visivo. Quello che non riusciamo ad osservare, ma che accade, è invece la tendenza a cambiare la composizione corporea: aumenta il grasso, diminuisce la massa magra che è responsabile dell’attività metabolica, ovvero quell’attività che ci consente di utilizzare le calorie introdotte.

Aumentare la massa grassa, in sostituzione di quella magra (conseguenza delle diete molto restrittive), non fa altro che causare un rallentamento del metabolismo e questo spiega perché sia così difficile, per molte persone, perdere peso anche quando seguono una dieta. Inoltre, esiste un altro meccanismo che concorre a farci recuperare il peso: il nostro corpo reagisce alla riduzione della mancanza di energia (e quindi di cibo) difendendosi in vari modi. Ad esempio abbassando, come già detto, il metabolismo e facendoci ridurre l’attività fisica. Si è proprio così: meno energia arriva più il corpo entra nella modalità “risparmio energetico”. Uno degli elementi considerati fondamentali per la perdita del peso come l’attività fisica tende spontaneamente a ridursi quando siamo a dieta. Ciò significa che, quando seguiamo una dieta restrittiva per lungo tempo il nostro corpo si difende e reagisce contro la nostra volontà.

Proprio nel novembre scorso è uscito uno studio molto interessante sulla rivista Nature che collega la ripresa del peso dopo una dieta con il microbioma intestinale. Il termine microbioma è in questo periodo “di tendenza”, stanno infatti uscendo molte ricerche che lo reputano coinvolto in molti disturbi e patologie e non sono altro che i miliardi di batteri che popolano il nostro intestino e che fino a poco tempo fa chiamavamo comunemente (ma erroneamente) “flora intestinale”.

I ricercatori hanno condotto uno studio sui topi: gli animali sono stati sottoposti a una dieta nella quale cibi normali venivano alternati ciclicamente ad alimenti ricchi di grassi. Sono state osservate in questo modo delle modifiche al microbioma intestinale che si ritrovavano anche dopo la perdita di peso nei topi obesi. Queste modifiche al microbioma, secondo lo studio, contribuivano poi a far riguadagnare ai roditori il peso perduto, in modo veloce, quando questi venivano di nuovo sottoposti ad una dieta ricca di grassi.

Non trovate ci sia qualche similutidine con quello che capita anche a noi dopo una dieta?

Lo studio ha osservato che dopo una dieta, il microbioma alterato contribuisce nell’intestino alla riduzione dei livelli di alcune sostanze che si trovano in natura in alcuni frutti e verdure, chiamate flavonoidi, e a ridurre anche il dispendio energetico. Le ricerche future esamineranno il potenziale uso clinico di flavonoidi e altri metaboliti bioattivi come possibili terapie per una gestione efficace del peso a lungo termine.

Le cause psicologiche

La dieta ha anche degli effetti psicologici che possono controbilanciare gli effetti positivi della perdita del peso corporeo.

Quando intraprendiamo qualsivoglia percorso di cambiamento, riponiamo in esso tutta una serie di aspettative delle quali ci rendiamo più o meno conto. Quando iniziamo una dieta dimagrante, ad esempio, ci viene automatico fare delle fantasie su come sarà il dopo ed anche su come andrà il durante (sarà difficile, non ce la farò mai, finalmente potrò entrare di nuovo nella taglia 42…). Questo accade perché la nostra mente funziona come una perfetta macchina del tempo: siamo bravissimi a fare congetture sul futuro o a rimuginare sul passato e questo ci porta purtroppo a perdere spesso il contatto con il momento presente.

Essere troppo focalizzati sul futuro (è quasi un mese che sto a dieta e ho perso solo un kg, quando perderò la prima taglia? Questa dieta non sta funzionando, non funzionerà, non dimagrirò mai…) durante un percorso dimagrante può essere davvero disfunzionale e deleterio in quanto questi brutti pensieri che la nostra mente ci pone davanti possono portarci a non seguire più lo schema alimentare con conseguente recupero del peso perso ed aumento di ansia e frustrazione.

L’aumento di ansia e frustrazione in questi casi può portare a vari tipi di comportamento che possono innescare il famoso “effetto yo-yo” il quale, sicuramente, non contribuisce a farci stare bene da nessun punto di vista: se iniziamo a prendere peso perché sfiduciati e diminuiamo drasticamente la quantità e la qualità di cibo, inizialmente ansia e frustrazione diminuiranno perché vedremo finalmente l’ago della bilancia scendere di nuovo ma nel lungo termine ci renderemo conto che 1) non possiamo mantenere a vita un regime alimentare così restrittivo (e state sicuri che anche per il più tenace di noi si rivelerà essere così) 2) una volta che sgarriamo anche solo di poco, l’ago della bilancia sale…ed ecco di nuovo ricominciare con il circolo vizioso di frustrazione, ansia e l’umore depresso che tornano a farci compagnia e a ripeterci quanto siamo falliti e quanto diventeremo grassi perché con noi le diete non funzionano.

Questo accade non perché siamo sbagliati, semplicemente perché siamo esseri umani e la nostra mente funziona così, proiettata nel futuro o persa nel passato (ah, com’ero bella e magra in questa foto, non tornerò mai più così), nel frattempo magari ci facciamo fuori un bustone di patatine perché in qualche modo ci offre sollievo momentaneo, salvo poi pesarsi e farsi prendere nuovamente dai sensi di colpa, ansia e frustrazione.

Cosa possiamo fare allora quando stiamo seguendo una dieta e siamo frustrati perché l’aspettativa che avevamo si rivela essere più lenta e statica del previsto?

Per prima cosa: facciamoci seguire da un nutrizionista ( non cadiamo nell’errore del “posso farcela da solo” o del “che figata la nuova dieta iperproteica senza carboidrati di Pincopallino che ho letto sul giornale Pincoquadratino e che ha fatto perdere 18 kg in 10 giorni alla Pincopina”). Ogni programma nutrizionale deve essere personalizzato, ciò che funziona per “Pincopina” non è detto che funzioni per te, anzi, molto probabile che otterremo l’effetto opposto.

Seconda cosa: ci sono numerose tecniche che possiamo imparare per affrontare più serenamente questo percorso e non farci catturare da ansia e frustrazione, ovviamente questa non è la sede più corretta per affrontarle ed impararle insieme ma vi assicuro che esistono e che noi psicologi del benessere esistiamo apposta per aiutarvi in questo cammino.

Al di là delle tecniche che ognuno potrà decidere se approfondire o no, quello che possiamo dirci quando ci vengono brutte idee in testa è questo: “sono qui, adesso, noto i miei pensieri, lascio andare le mie frustrazioni e continuo a muovermi verso quello che è importante per me”. Ragioniamo sul fatto che mangiare perché siamo frustrati per la non perdita di peso momentanea non ce ne farà perdere di più; restringere il nostro regime alimentare a lungo termine non funziona, anzi, peggiora le cose. I risultati arrivano se ci impegniamo ogni momento a raggiungere il nostro obiettivo.

Concludendo, quali sono dunque le cause psicologiche dell’effetto yo-yo? Sono i pensieri proiettati al futuro o fermi al passato che generano ansia, frustrazione ed umore depresso. Come li combattiamo? Allenandoci a rimanere concentrati nel momento presente e ad agire verso i nostri obiettivi.

Quali sono invece le conseguenze psicologiche dell’effetto yo-yo?

Sicuramente ansia, frustrazione ed umore depresso ed i circoli viziosi di cui abbiamo già discusso in questo articolo, in aggiunta c’è il calo di autostima ed auto-efficacia poiché inizieremo a sentirci incapaci di raggiungere il nostro obiettivo. L’effetto yo-yo avrà, inoltre, un grande impatto sulla nostra vita sociale in quanto essendo vittime del nostro stesso giudizio, ci sentiremo messi a giudizio anche dagli altri con conseguente rifiuto e ritiro sociale. L’effetto yo-yo è anche associato ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi alimentari come anoressia e bulimia. Facciamo qualcosa per noi stessi cercando figure valide che siano in grado di seguirci e indirizzarci, e ricordiamo che, come disse Tolstoj:

“C’è un solo tempo importante, – ADESSO! È il tempo più importante perché è l’unico tempo su cui abbiamo potere”


Se volete potete trovare l’articolo di Nature di cui si parla nell’articolo a questo link

L’articolo è stato scritto dalla Dott.ssa Valentina LevaBiologa Nutrizionista e dalla Dott.ssa Federica GrassiPsicologa Clinica che sono responsabili anche del progetto PsEquAl appartenente al gruppo di lavoro di Kosmos.

Per maggiori informazioni o per contattarci vi invitiamo a visitare la pagina FB oppure il sito.

Volantini adulti 16 marzo 2018

Muffin alla zucca

Ciao a tutti, oggi ho deciso di preparare insieme a voi dei Muffin alla Zucca!

Una gustosa merenda a base di un ortaggio come la zucca che ha degli ottimi valori nutrizionale e molte proprietà benefiche.

La zucca è un alimento valido nelle diete ipocaloriche, fornisce circa 17 calorie per ogni 100 grammi di polpa. I componenti essenziali che formano questo ortaggio sono il betacarotene, che il corpo utilizza per la formazione della vitamina A, e poi le vitamine B ed E.  La zucca contiene molti sali minerali: calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, selenio, sodio, manganese e zinco. La quantità di fibre presenti è buona e l’ortaggio è ricco anche di diversi aminoacidi, come l’arginina, l’acido glutammico, l’acido aspartico e il triptofano.

Tabella di composizione – Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN)

 

Proprietà benefiche

Le proprietà terapeutiche della zucca sono dovute specialmente al betacarotene, che riesce a prevenire l’insorgenza di varie patologie. In effetti proprio il betacarotene riesce a proteggere il sistema circolatorio, è un antinfiammatorio  e antiossidante: aiuta a contrastare l’insorgenza dei radicali liberi e, quindi, l’invecchiamento cellulare.  Questa sostanza riesce ad avere anche degli effetti diuretici e lassativi. Inoltre, la zucca è ricca di grassi buoni come l’Omega-3, un alleato ideale per la riduzione di colesterolo e trigliceridi ematici e per l’abbassamento della pressione sanguigna, diminuendo così il rischio di formazione di placche aterosclerotiche che, ostruendo le arterie, facilitano l’insorgenza di ictus e infarti.

La zucca presenta delle proprietà sedative: è indicata per chi soffre di ansia, di nervosismo e di insonnia. Il magnesio è un miorilassante naturale e, come tale, facilita la distensione dei muscoli. La presenza di magnesio nella zucca, quindi, aiuta il rilassamento muscolare, apportando benefici fisici e umorali. La zucca contiene anche il triptofano, un amminoacido coinvolto nella produzione della serotonina, noto come l’ormone del buonumore, utile a combattere l’insonnia, la fame nervosa e la depressione. Il consumo di semi di zucca o dell’olio derivante dall’ortaggio viene indicato per eliminare i parassiti intestinali e per trattare le infiammazioni della pelle, quando si verifica una scottatura o quando si ha un prurito intenso, con fenomeni di arrossamento.

L’alto contenuto di fibre, unito alla percentuale tanto elevata d’acqua, conferiscono alla zucca proprietà benefiche a carico dell’intestino: favorisce il corretto funzionamento del transito intestinale in quanto modifica la consistenza delle feci e riequilibra la flora intestinale. Questa è una caratteristica che si rivela utile in caso di colite e in presenza di emorroidi. Le fibre aiutano a mantenere più a lungo nel tempo il senso della sazietà e contribuiscono a ridurre l’assorbimento degli zuccheri nel sangue.

Passiamo alla ricetta!!!!

Ingredienti muffin zucca

Ingredienti: 

  • zucca cruda 300gr
  • zucchero 250gr
  • uova 4
  • farina 00 – (da me sostituita con farina di avena integrale) 180gr
  • farina di mandorle 300gr ( da me sostituita con mandorle sgusciate tritate 250gr)
  • 1 bustina di lievito

Procedimento:

  • Frullare la zucca in un mixer
  • Unire lo zucchero, le uova e la farina d’avena integrale e amalgamare tutti gli ingredienti.

Permettetemi una piccola nota sulla farina d’avena integrale che ho utilizzato. Spesso si utilizza per sostituire, come in questo caso, farine più raffinate in modo tale da ottenere una dieta maggiormente ricca di nutrienti. La farina d’avena è meno calorica ma più ricca di fibra e con un maggiore potere saziante rispetto alla farina di frumento raffinata. Può essere utilizzare in abbinamento a farina di frumento integrale o di farro per la preparazione di biscotti e plumcake o per addensare le vellutate di verdure e legumi.

  • Tritare le mandorle e aggiungerle all’impasto.Muffin zucca
  • In ultimo aggiungere la bustina di lievito e amalgamare tutti gli ingredienti.
  • Infine ho preso una teglia da forno per muffin, ho utilizzato olio e pane grattato per non far attaccare l’impasto agli stampini. Ho riempito gli stampini (non proprio fino al limite perchè l’impasto lievita e quindi rischiate che vengano dei muffin un po’ grandi e sformati) e messi in forno pre-riscaldato a 180°C per 30-35 minuti

 

Buona merenda a tutti!!!!

Fatemi sapere come vi sembrano 🙂

Valentina

olio-di-mais

Differenti tipi di oli: facciamo chiarezza?

Ciao a tutti,

qualche tempo fa mi è stato chiesto di provare a scrivere un articolo che faccia un po’ di chiarezza sui differenti tipi di oli presenti in commercio, in alternativa al classico e noto olio extravergine di oliva.  E’ molto difficile sintetizzare le differenti caratteristiche di ognuno, ma ci provo! Spero possa esservi utile!

Olio di Semi di Girasole

olio-di-semi-di-girasoleE’ un olio molto utilizzato in cucina per la preparazione di emulsioni, maionese, dolci e fritture; la ragione principale è il costo decisamente inferiore rispetto a quello del più prezioso olio di oliva. Negli ultimi decenni è stata introdotta in commercio una qualità di olio di semi di girasole ottenuta da piante ad alto contenuto di acido oleico. Più acido oleico vuol dire maggiore resistenza alle temperature elevate, per questo motivo sarebbe più opportuno utilizzare l’olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido oleico per fritture o dolci da cuocere in forno.

I semi di girasole sono ricchi di vitamina E, purtroppo parte di essa si perde durante il processo di raffinazione cui l’olio viene sottoposto per renderlo adatto alla cottura. La vitamina E è un potente antiossidante ed è indispensabile per mantenere in salute il sistema immunitario e per il buon funzionamento muscolare.

Nell’olio di semi di girasole è presente un alto contenuto di Omega-6 (Acido linoleico) e questo può rappresentare un rischio soprattutto per le persone che hanno un problema di peso o per individui che hanno il colesterolo alto. Se l’olio di semi di girasole è assunto in modo eccessivo senza che la dose di Omega-3 venga aumentata in modo proporzionale, si possono verificare degli squilibri di acidi grassi nel corpo.

Utilizzo in cosmesi: essendo ricco di antiossidanti è un ottimo antirughe, è antibatterico e quindi utile nella prevenzione dell’acne, dona elasticità alla cute e aiuta a prevenire le smagliature.

Olio di Semi di Lino

olio-di-semi-di-linoE’ consigliato nella dieta contro il colesterolo alto in quanto aiuta a ridurre il colesterolo LDL, ha delle proprietà antiossidanti che aiutano a preservare la salute cardiovascolare.  All’olio di semi di lino sono attribuite proprietà stimolanti per il sistema immunitario. Può essere utilizzato anche dai bambini, sin dallo svezzamento, e contribuisce allo sviluppo del cervello grazie alla notevole presenza di fosfolipidi. Favorisce la funzionalità intestinale ed è un ottimo integratore nelle diete vegetariane e vegane.

L’olio di semi di lino va consumato crudo per non alterarne le proprietà organolettiche, può essere utilizzato per condire insalate, arricchire minestre o rendere più nutriente la colazione.  [Un buona idea per la colazione? Aggiungere uno o due cucchiai di olio di semi di lino ad una ciotola di yogurt e cereali – tenete presente che due cucchiai è la dose massima giornaliera consigliata!].

Deve essere conservato in frigorifero, è sensibile al calore e alla luce e all’aria, quindi la confezione deve essere di colore scuro, preferibilmente in vetro, e chiusa molto bene dopo ogni utilizzo. Può essere conservato in questo modo per circa 30 giorni. Dopo questo periodo non è più consigliabile l’uso alimentare ma può essere utilizzato per la cosmesi: sulla pelle e sui capelli ad esempio.

Olio di Mais

olio-di-maisL’olio di mais è estratto dalla parte germogliativa (chiamata germe) della cariosside del seme della pianta di mais o granturco. Ha un colore scuro, rosso ambrato e solo dopo la raffinazione acquisisce un aspetto chiaro e limpido.  La soglia di temperatura è 140°C e per questa sua caratteristica può essere usato per la cottura di fritti, anche se resta migliore l’olio di oliva.

E’ ricco di Omega-6 e Omega-9, al contrario è privo di Omega-3. Questo ci porta a dover integrare gli Omega-3 con la dieta come per l’olio di semi di girasole. Sono stati ritrovati i fitosteroli vegetali nella sua composizione e questo porta benefici dal punto di vista della gestione dei livelli di colesterolo nel sangue e di conseguenza minor rischio di malattie cardiovascolari. Contiene inoltre una buona dose di vitamina E utile per migliorare alcune dermatosi e problemi della pelle come eczemi e arrossamenti, anche nei bambini. L’olio di mais ha una buona azione lassativa grazie al fatto che a livello intestinale si abbassa il suo assorbimento. Questo comporta una sua eliminazione con la massa fecale che risulterà più morbida favorendo lo svuotamento meccanico e facilitando nei casi di stitichezza.

Utilizzo in cosmesi: base come olio da massaggi, per creme nutrienti per le pelli sensibili e secche. Viene anche utilizzato come base per lozioni dopo-sole. Riguardo la pelle, la proprietà più apprezzata è il donare elasticità all’epidermide e renderla morbida ed idratata.

Olio di Semi di Sesamo

olio-di-sesamoE’ estratto dalla pianta di sesami e il colore del seme può essere bianco o nero a seconda della varietà e l’olio che si ottiene cambia leggermente a seconda del tipo di seme di origine.

L’olio di sesamo è fonte di acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6. E’ fonte di numerosi sali minerali come Ferro, Fosforo, Magnesio, Rame e Calcio. La forte presenza di Calcio lo rendono un buon integratore per bambini in fase di crescita e per gli anziani per prevenire l’osteoporosi. Contiene vitamine con prevalenza A, E e del gruppo B (B1,B2,B3).

Viene principalmente utilizzato crudo come condimento per insalate, pasta, risotti a fine cottura e anche in alcune ricette di dolci. Il sapore dell’olio di sesamo viene descritto con una predominante nota dolce iniziale, un leggero gusto aggiuntivo stringente e sulla parte terminale rilascia una nota calda.

Utilizzo in cosmesi: nel campo delle cure naturali ha la particolare caratteristica di assorbire con estrema facilità le proprietà delle erbe con cui viene a contatto e di veicolarle rinforzando l’azione di intervento che sia rivolta alla creazione di un prodotto per la salute  o come cosmetico per la bellezza. Viene applicato direttamente sulla pelle arrossata per curare: scottature da sole, infiammazioni, eczemi, eritemi e irritazione da pannolino nei bambini.

Olio di Soia

olio-di-soiaE’ ricco di acidi grassi polinsaturi tra cui acido linoleico e alfa-linoleico. Vi si trovano anche acidi saturi, come acido palmitico e stearico. Ha discrete proprietà nel combattere il colesterolo LDL in virtù delle piccole dosi di lecitina che contiene.

Viene consumato crudo, non è indicato per la cottura degli alimenti, se fritto sprigiona una sostanza altamente tossica. Si impiega per la produzione della margarina, di salse e condimenti industriali. Va conservato in frigorifero e in bottiglie di vetro per impedirne la rapida ossidazione.

E’ bene fare un distinzione: l’olio di soia grezzo è ottenuto a freddo, è più ricco di nutrienti come vitamina E e lecitina e si trova nei negozi specializzati (anche on line), erboristerie e centri del biologico. L’olio di soia raffinato, si trova comunemente negli scaffali del supermercato, a basso costo, lavorato e ha delle basse proprietà sia nutritive che terapeutiche.

Olio di Arachide

olio-di-arachideLa composizione dell’olio di arachidi è molto simile alla composizione dell’olio di oliva classico; contiene per più di metà acidi grassi monoinsaturi. L’olio non contiene proteine, carboidrati e zuccheri essendo estratto dai semi ottenendo solo la parte lipidica. Non contiene glutine ed è quindi utilizzabile per l’alimentazione dei celiaci. Contiene una buona dose di Vitamina E, vitamina K e molti tocoferoli (soprattutto tocoferolo gamma, associato alla salute cardiovascolare)

La conservazione deve avvenire sempre in recipienti ben chiusi per non farlo entrare in contatto con l’ambiente, al riparo da luce e fonti di calore.

Utilizzo in cosmesi: è utile per la pelle secca, eczemi e arrossamenti da pannolino per ammorbidire e lenire la pelle di bambini e anziani.

Olio di cocco

olio_di_coccoLa composizione è prevalentemente di acidi grassi saturi. L’acido laurico viene considerato l’acido grasso più digeribile per l’uomo, non necessita nemmeno degli acidi biliari e porta con se proprietà antimicrobiche e antifungine che proteggono e rinforzano l’organismo.

L’olio di cocco è termogenico, è cioè capace di aumentare il nostro metabolismo e quindi favorisce il calo di peso normalizzando i livelli di colesterolo e aiutando il sistema immunitario. L’olio di cocco può essere utilizzato in caso di trattamenti specifici contro la Candida (infezione fungina). Protegge il fegato da tossine e dall’alcool e di conseguenza anche i reni e la vescica sono mantenuti in equilibrio grazie alla sua azione detossificante.

Utilizzo in cosmesi: se applicato sulla pelle dona elasticità e morbidezza, ottimo come struccante per viso o come effetto crema idratante dopo la doccia.

Per quel che riguarda l’olio di palma credo sia necessario un articolo separato per trattare un tema molto discusso anche a livello mediatico, che prometto pubblicherò a breve! Nel frattempo spero di essere riuscita a farvi una piccola panoramica dei differenti tipi di olio presenti sul mercato e dei loro utilizzi.

A questo link trovate un articolo molto interessante che parla degli acidi grassi (trovate anche la spiegazione dei diversi tipi) in relazione all’obesità – pubblicato sul quotidiano on line La scuola di Ancel.

Nota: Vorrei chiarire, per correttezza, che nell’articolo ci sono solo delle indicazioni generali per differenziare i vari tipi di oli e le loro caratteristiche, questo per semplicità e chiarezza dei contenuti anche per i “non addetti ai lavori”. Ho, per questo motivo e anche per una maggior scorrevolezza nella lettura, limitato i termini specifici e omesso percentuali di composizione nutrizionale. Se qualcuno avesse domande più specifiche da pormi, utilizzi particolari o dubbi può contattarmi lasciando un commento o scrivermi in privato.

Valentina