Come la Mindful Eating può aiutarci a crescere?

Come la Mindful Eating può aiutarci a crescere?

Questa è la domanda a cui la Dott.ssa Mara PavanelPsicologa e Psicoterapeuta del Comportamento Alimentare cercherà di rispondere.  Ancora una volta sono lieta di poter pubblicare un suo articolo sul mio blog in quanto reputo la Mindful Eating uno strumento davvero utile e interessante per imparare a gestire le nostre abitudini quotidiane con il cibo.

Buona lettura!


Lavorando con persone che hanno problemi con il peso/il cibo, sento spesso due tipi di lamentela: “Ho sempre fame!” oppure “Ho paura di avere fame!”.

In entrambi i casi, il risultato è che la persona finisce per mangiare tutto il giorno (il cosiddetto “grazing”, brucare), con ovvie conseguenze sul peso ma anche sulle emozioni; in entrambi i casi, infatti, spesso le persone si sentono prive di controllo sulle loro abitudini alimentari.

Come affrontiamo queste situazioni con la Mindful Eating?

Quando mi trovo di fronte una persona che lamenta una fame incessante, il primo passo che compio è quello di aiutarla a chiedersi: “Di cosa ho davvero fame?”. Esistono molti tipi di fame diversi, solo alcuni hanno a che fare con le esigenze del nostro organismo e sono quelle che dovremmo affrontare mangiando. Gli altri tipi, invece, sono legati a influenze esterne, come il mangiare quando mangiano gli altri, oppure interne, ad esempio la fame del cuore o nervosa, quando il cibo diventa un modo per placare/allontanare stati emotivi poco tollerati.

Con la Mindful Eating, si lavora sulla consapevolezza di quei fattori che influenzano il modo di alimentarci, si impara a riconoscere queste diverse istanze, per poi rompere i circoli alimentari viziosi che ne derivano e che creano disagio. Il risultato più immediato è che la persona recupera il senso di quello che le succede, capisce che quello che fa nasce da un bisogno, non è “strano” o “stupido”. Con l’esercizio della Mindful Eating, poi, ognuno con i suoi tempi, apprende a onorare il proprio corpo e a prestare attenzione a se stessi e alle proprie esigenze, e, così, trovare il modo migliore, specifico per ciascuno di noi, di soddisfare queste esigenze, senza più sentirsi in conflitto ma finalmente in grado di scegliere.

L’altra situazione tipica riguarda invece quelle persone che mangiano in continuazione perché hanno paura di provare fame. Nella nostra società, è un rischio praticamente nullo, il cibo è a disposizione ovunque e ad ogni ora. I miei nonni, invece, la conoscevano molto bene, l’ avevano davvero provata, e ancora mio padre mi ha raccontato che, da bambino, non era sempre sicuro di avere da mangiare. Io, e tutti noi da una certa generazione in poi, non sappiamo cosa significhi rischiare di non poter mangiare. Alcuni, poi, tollerano male quel senso di “vuoto” che la fame comporta, e corrono a riempirsi, tanto che in molti non sanno neppure riconoscerla, non si concedono nemmeno il tempo di provarla e quindi non hanno idea di come si manifesti.

Nella Mindful Eating impariamo che la fame ha un suo senso che va accolto; è il modo con cui il nostro corpo ci parla, con cui ci dice di cosa necessita e quando. E impariamo che, per ascoltarlo dobbiamo rischiare il disagio del silenzio. Vale per il corpo: svuotare è altrettanto importante che riempire; uno stomaco sempre pieno è uno stomaco che non riposa mai, che non prova mai il piacere di riempirsi ancora, una bocca sempre piena è una bocca che perde la capacità di apprezzare il cibo, che non è mai soddisfatta. Vale per la mente: le idee migliori vengono quando la mente è calma (a me spesso durante la meditazione), solo una mente che alterna lavoro e riposo può funzionare a pieno regime. Ma per farlo, dobbiamo imparare ad accettare il rischio di provare il disagio di non fare nulla, perché solo nel disagio c’è crescita.

Con la Mindful Eating, fermiamo mente e corpo per ascoltarci: per capire davvero cosa fare, dobbiamo imparare anzitutto a non fare nulla.

Dott.ssa Mara Pavanel

 


Vi ricordo che il 12 Settembre 2019 parte il Primo Corso di Mindful Eating – presso lo Studio BioNutriForm di #viapalestro,2 – Mede (PV). Per chi volesse avere informazioni più dettagliate vi invito a visitare la pagina dedicata a questo link

Corso di Mindful Eating – Settembre 2019

Il corso è tenuto dalla Dott.ssa Mara PavanelPsicologa del comportamento alimentare – Tutti gli incontri sono collegati in quanto percorso, saranno incontri di circa 1h 30min e avranno una parte di esercizi pratici per applicare la metodica nella quotidianità –

Vi invito a visionare il video sul mio canale Youtube  dove la Dott.ssa Pavanel spiega come sono strutturati gli incontri

Il pagamento può essere effettuato al momento del primo incontro – E’ richiesta l’iscrizione anticipata –

Per Informazioni & Iscrizioni

Info@valentinaleva.com

Muffin di zucca cannella e cioccolato

Ricetta di Debora

“Nella seconda settimana del Cooking Contest è stato assegnato come ingrediente la ZUCCA.

La zucca appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e la sua diffusione in Europa si deve ai coloni spagnoli, che qui la importarono, dal XVI secolo in poi.
E’ un alimento a basso contenuto di calorie, è un alimento valido nelle diete ipocaloriche e in quelle dei pazienti diabetici . Come tutti gli ortaggi di colore arancione è ricca di caroteni, sostanze che l’organismo utilizza per la produzione di vitamina A e che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

L’alto contenuto di fibre, unito alla percentuale tanto elevata d’acqua, conferiscono alla zucca proprietà benefiche a carico dell’intestino, inoltre la presenza di magnesio nella zucca aiuta il rilassamento muscolare, apportando benefici sia fisici che sull’umore. La zucca contiene triptofano, un amminoacido coinvolto nella produzione della serotonina, noto come l’ormone del buonumore, utile a combattere l’insonnia e la tanto temuta “fame nervosa”.
L’acqua e il potassio presenti nella zucca favoriscono la diuresi e contrastano la ritenzione dei liquidi. Il suo consumo, quindi, facilita l’organismo a liberarsi dai liquidi trattenuti (oltre che da tossine) e a sgonfiarsi.

Della zucca “non si butta via niente“:può essere cucinata al vapore, lessata, stufata o cotta in forno. La polpa può essere frullata o semplicemente schiacciata (dopo la cottura), per farne una purea, oppure utilizzata come contorno; se viene centrifugata, invece, dona un succo buono da bere specialmente al mattino, a digiuno. I semi di zucca si sciacquano, asciugano e si lasciano o essiccare all’aria aperta, o si tostano in forno per alcuni minuti: una manciata di semi da sgranocchiare costituisce un ottimo spuntino/merenda

 

La ricetta che i social hanno giudicato vincitrice è stata quella di Debora!  La sua ricetta è senza glutine e senza lattosio!

Ingredienti

  • 125 gr Zucchero
  • 100 gr di zucca
  • 3 uova
  • 125 gr Farina di riso
  • 125 gr burro senza lattosio
  • 1/2 bicchiere latte senza lattosio
  • 10 gr di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • Cannella in polvere q.b.

Procedimento

Per prima cosa tagliate la zucca, sbucciatela e riducete la polpa a cubetti, lessatela al vapore e lasciatela freddare.
Nel frattempo sbattete il burro fino a ridurlo in crema ,utilizzando le fruste di uno sbattitore. Continuando a sbattere aggiungete lo zucchero. Aggiungete, successivamente le uova e appena si otterrà un composto omogeneo e cremoso setacciate e aggiungete al composto anche la farina con bicarbonato.  A questo punto mettete un pizzico di sale e il 1/2 bicchiere di latte e mescolate, prima con un cucchiaio di legno e poi con delle fruste elettriche.
Per ultimo aggiungete la zucca, che nel frattempo si sarà freddata, la cannella e le gocce di cioccolato e mescolate tutto insieme e l’impasto è pronto.
Distribuite uniformemente il composto negli stampi ed infornate il tutto in forno preriscaldato a 200° per 15-20 minuti.

Buona appetito!

Ci vediamo la prossima settimana con la terza ricetta vincitrice del Cooking Contest! Il terzo ingrediente assegnato sono stati I FUNGHI!