Zuppa di cipolle

Ciao a tutti,

la ricetta di oggi è una gustosa zuppa di cipolle. Ci sono molte versioni e molte ricette note, questa è una mia versione che è appositamente adattata per utilizzare poco formaggio. Questa modifica permette anche agli intolleranti (quindi che tollerano basse dosi o particolari tipi di latticini) di gustarla in tranquillità.

E’ una ricetta molto facile e abbastanza veloce da preparare. Procediamo!

Ingredienti per 2 persone:

  • Cipolle bionde 500 gr
  • Burro senza lattosio 10 gr
  • Farina  2 cucchiai
  • Brodo vegetale circa 500 ml (da adattare in base alla quantità di cipolle utilizzate)
  • Pane
  • Parmigiano grattuggiato 3-4 cucchiai

 

Preparazione della zuppa di cipolle:

Per prima cosa preparate il brodo vegetale (500 ml – 1 litro a seconda della quantità di cipolle che usate) nel frattempo tagliate a fettine sottili le cipolle (aumentate la quantità se la zuppa è per più di 2 persone).

Mettete le cipolle in una padella abbastanza capiente con un pezzetto di burro (meglio se senza lattosio) e fatele rosolare. In seguito aggiungete un paio di cucchiai di farina e cominciare ad aggiungere poco per volta il brodo. Portare a cottura continuando ad aggiungere il brodo poco per volta (circa 25 minuti).Zuppa di cipolle

Mentre aspettate che le cipolle siano cotte, tostate delle fette di pane al forno o in padella.

Una volta terminata la cottura delle cipolle potete trasferirle in una teglia da forno, mettere sopra le fette di pane tostato e spolverate con parmigiano grattuggiato.

Infornare a 200°C, in forno già caldo, fino a quando non è completamente gratinata.

Servite la zuppa di cipolle ben calda! Buon Appetito!

Varianti: a chi piace o a chi può mangiare il formaggio senza particolari problematiche potete creare diversi strati con cipolle, pane gratinato e formaggio.

Valentina  😉 ♥

Strozzapreti con pesto di carote, noci e pancetta

Ciao a tutti,

oggi vi propongo una ricetta un po’ particolare, un primo piatto gustoso e facile da preparare: strozzapreti con pesto di carote, noci e pancetta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 gr di strozzapreti
  • 2 carote
  • 130 gr di pancetta
  • 30 gr di noci
  • rosmarino
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

 

Preparazione degli strozzapreti con pesto di carote, noci e pancetta:

Lavate e pelate la carota, tagliatela a pezzetti e tritatele nel mixer insieme alle noci sgusciate.

Aggiungete sale, pepe, olio extravergine di oliva e qualche cucchiaio di acqua bollente e frullate fino ad ottenere una crema ( Io ho preferito tenere il composto con qualche piccolo pezzetto e non completamente cremoso per dare un po di “croccantezza” al piatto – procedete a seconda dei vostri gusti).

In un’ampia padella fate rosolare un po’ di pancetta tagliata a cubetti con uno spicchio d’aglio (l’aglio toglietelo prima di aggiungere la pasta, serve solo ad insaporire).Strozzapreti con pesto di carote

Cuocete la pasta e non appena cotta al dente versatela nella padella insieme alla pancetta.

Aggiungete il pesto di carote, ottenuto in precedenza, e fate saltare in padella il tutto per qualche minuto.

 

Ecco pronti gli strozzapreti con pesto di carote, noci e pancetta!!!!

Buon appetito!

Fatemi sapere cosa ne pensate e se avete suggerimenti per migliorare la ricetta!

A presto

Valentina  😉 ♥

 

 

 

La dieta a zona

Ciao a tutti!

Siamo giunti all’ appuntamento pre-natalizio della rubrica delle “diete famose”  e ho  ho scelto di parlarvi della Dieta a Zona.

dieta a zonaLa dieta a zona è diventata popolare all’inizio degli anni ’90 ma anche oggi ha i suoi fedeli seguaci. E’ stata introdotta dal dott. Barry Sears, laureato in biochimica e per molti anni ricercatore presso il Massachusset Institute of Technology di Boston (MIT), è specializzato nella terapia dei tumori e nel controllo delle risposte ormonali mediante il cibo. È anche autore di numerosi best-seller internazionali e pubblicati in Italia da Sperling et Kupfer.

Che cos’è la dieta a zona?

E’ il bilanciamento della risposta ormonale realizzato ogni volta che vi alimentate. In parole semplici, è quella precisa situazione del corpo, in cui  si attiva il procedimento di utilizzo dei grassi per la produzione di energia. La zona è l’energia mentale e fisica che una persona dovrebbe trarre dalla giusta dieta. Secondo il Dott. Barry Sears, le funzioni del corpo sono regolate dagli ormoni e di conseguenza è su questi che bisogna agire per regolare il peso corporeo.

Come funziona?

Per elaborare la dieta bisogna prima conoscere il fabbisogno energetico di proteine e in seguito la massa grassa. Nella dieta a zona, ogni pasto deve essere suddiviso in questo modo: il 40% carboidrati, il 30% proteine e il restante 30% grassi. Il Dott. Sears, per semplificare al massimo l’utilizzo della razione di proteine che si deve assumere, ha creato una misura nutrizionale che chiama blocchetto.

1 blocco di proteine = 7 grammi di Proteine

1 blocco di carboidrati = 9 grammi di carboidrati

1 blocco di grassi = 1,5 grammi di grassi

La qualità dei cibi nella dieta a zona è molto importante.  I grassi: si escludono grassi idrogenati (margarine) e si limita il consumo di grassi saturi (es. provenienti da carni rosse, latticini). Si prediligono grassi vegetali specialmente l’olio di oliva e gli omega 3 presenti anche in alimenti animali come il pesce azzurro. Le proteine: tra i cibi proteici si preferiscono proteine vegetali e il pesce e carni bianche, escludendo carni grasse con acidi grassi insaturi. Prevede, inoltre, di limitare le fonti proteiche che contengono alte dosi di carboidrati (come nei legumi) o di grassi sfavorevoli (come il rosso d’uovo). Gli zuccheri: come tutte le diete ipoglicemiche, i carboidrati scelti sono quelli contenuti negli alimenti a minor indice glicemico. Infine sono raccomandati il consumo di frutta e verdura, una buona idratazione e la pratica sportiva.

Quali sono i vantaggi?

Sicuramente la dieta a zona aiuta a perdere peso e a ridurre il grasso, inoltre dà molta energia. la dieta a zona 2Ecco perché sono numerosi gli sportivi che hanno deciso di seguire questo regime. La dieta a zona è un programma ipocalorico, ma è anche vero che il consumo di proteine tende a saziare e non toglie le forze. Inoltre, secondo i nutrizionisti a favore di questo regime, aiuta a contrastare l’insorgere di malattie come il diabete e anche quelle cardiocircolatorie e permette di mantenere il giusto equilibrio ormonale. 

Altri pregi della dieta sono considerati la qualità dei cibi che bisogna utilizzare unita all’attività fisica e queste sono sicuramente buone regole per la promozione della salute.

Quali sono considerati gli svantaggi ?

Prima di tutto, non ci sono conferme scientifiche che la dieta a zona sia in grado di regolare la produzione d’insulina e di glucagone. In secondo luogo, molti nutrizionisti concordano che la quantità di carboidrati e di proteine di cui il corpo ha realmente bisogno non sono quelle consigliate dal Dott. Sears e questo ne consegue che le sue formule matematiche (40:30:30) contengono degli errori. Inoltre, diversi studi hanno confermano che il peso smaltito attraverso la dieta a zona può essere lo stesso di quello che si può smaltire seguendo altre diete  molto più equilibrate, senza perdere massa muscolare. Come ho già ricordato in altre occasioni, tutti i regimi che fanno smaltire molto velocemente i chili di troppo, quasi sempre causano il recupero di peso in breve tempo.

Come ho detto poco fa, la dieta a zona è considerata iperproteica e nelle percentuali (40/30/30) potrebbe sembrarlo. Alcuni nutrizionisti invece la considerano normoproteica, visto che si parte dal calcolo del fabbisogno in proteine per la stesura del rapporto glucidi/protidi/lipidi. Quello su cui si può discutere se le calorie totali siano insufficienti per una dieta normocalorica…. Inoltre per mantenere il rapporto dei macronutrienti nei termini raccomandati sono necessarie molta attenzione e buona organizzazione che sono molto difficili da mantenere nel tempo.

Se parliamo degli sportivi, la Dieta a zona non è certamente la più consigliabile, anche i carboidrati ad alto indice glicemico sono importanti per gli atleti e vanno calibrati e studiati in certi momenti del loro allenamento e della  specifica gara, partita o evento agonistico. Infine, la serie di prodotti pronti che uno è costretto a comprare per stare in linea con il programma, se non è in grado di farsi il calcolo dei blocchi, sono molto costosi!!

A martedì prossimo!

Valentina ♥ 😉